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Attività Teatrale Passata

Oltre alle tradizionali forme di teatralità succitate la città di Sondrio ebbe un’attività teatrale da considerarsi relativamente consistente. Inizialmente l’affluenza degli spettatori agli spettacoli non fu notevole, a causa del fatto che il teatro non era accessibile a tutti, ma era esclusivamente aperto alle persone appartenenti all’alta società. Spesso i membri della Società del teatro erano costretti a fare una colletta per pagare vitto e alloggio agli attori delle compagnie teatrali, i quali con il magro guadagno dei loro spettacoli non riuscivano a sopravvivere.

In periodi economicamente difficili la commissione della Società, stabilì un’imposta ai proprietari dei palchi per creare un fondo finanziario che servisse a sostenere le spese degli spettacoli durante le stagioni teatrali.
Tra il 1848 e il 1849 il teatro venne occupato dagli austriaci che lo trasformarono in una caserma, causando ingenti danni tanto da renderlo inattivo fino al 1854. Nell’aprile del 1851 la Commissione del Teatro chiese 1000 lire alla Congregazione Municipale di Sondrio per effettuare operazioni di restauro, ma il Delegato Provinciale della Luogotenenza decise di non volersi assumere la responsabilità di tali lavori, pur essendo il Teatro proprietà di tutta la città.
In seguito, dopo una lunga e attenta selezione fra i migliori progettisti, l’edificio venne finalmente sistemato e rimesso in funzione, riprendendo così il suo ruolo culturale nella città dopo il 1855. La sua attività non fu esclusivamente teatrale ma sul palcoscenico del Sociale si esibivano le società filarmoniche provenienti da tutta la provincia. Inoltre, il teatro si prestava ad ospitare manifestazioni patriottiche e politiche, molto gradite dai palchettisti che in quelle occasioni occupavano i palchi riservati alle autorità, mentre nel loggione più in alto stava la gioventù nobile abituata a partecipare attivamente e rumorosamente a questi raduni politici, mettendo da parte l’etichetta rispettata dai padri.
Il 5 settembre 1885 il Fisico magnetizzatore Antonio Zanardelli di Como, chiese di poter rappresentare in teatro qualche intrattenimento scientifico di fisica sperimentale. Nel teatro Sociale di Sondrio si susseguirono molte rappresentazioni teatrali, per esempio il 13 febbraio 1901 ci fu una serata dedicata alla commemorazione di Giuseppe Verdi.
Furono indette anche delle serate di beneficienza, per esempio la ditta G. Trevisani di Milano chiese il permesso di rappresentare “Vita privata dell’intera famiglia dei reali d’Italia” promosso dalla Regina Ilena.
Il 16 gennaio 1924, per il centenario dell’apertura del teatro, si decise che avrebbe avuto luogo uno magnifico spettacolo lirico per una degna commemorazione dell’evento con “La Boheme” di Puccini” e “Un ballo in maschera” di Verdi.
L’attività teatrale non cessò neanche dopo la vendita del teatro da parte della Società del Teatro al Signor Celestino Pedretti e la sua trasformazione in sala cinematografica, anzi conobbe un periodo di intenso sviluppo con la messa in scena di opere liriche comeLa Traviata e Madame Butterfly, esse segnarono il passaggio dal nome di Teatro Sociale in Nuovo Teatro Pedretti.

© CRISTINA CORVI