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Storia Teatro Sociale

L’architettura dell’edificio teatrale nobilita il nuovo spazio pubblico e si confronta con le eleganti forme dei fronti di edilizia pubblica ottocentesca tra i quali il Palazzo del Tribunale, pensati come quinte architettoniche della piazza e sorti negli anni successivi. Le cinque tavole del progetto del Canonica, menzionate nel contratto d’appalto firmato il 22 agosto 1820 e conservate solo in parte (BCSo, Teatro Pedretti, 2), mostravano le soluzione adottate attraverso le piante del piano terra e del primo piano, il prospetto del fronte principale e le due sezione trasversali e longitudinali.


Un rapporto del 21 febbraio 1823 descrive con parole semplici i lavori di costruzione del teatro e la sua struttura:

“Nel basamento sono distribuite cinque aperture di porte, tre delle quali sono poste ad uguale distanza nel corpo in mezzo, ed una per parte corrispondente alla metà dei corpi laterali. Lo scrupoloso osservatore condanna la differenza che si rimarca nella parte del corpo sinistro, il cui vano fu ridotto a semplice portina... Tuttavia chi conosce la necessità di costruire la portina nel sito destinato alla distribuzione dei biglietti d’ingresso, saprà tollerare questo ripiego, il quale d’altronde non altera la ritmica delle proporzioni generali che si è rigorosamente conservata col riporto delle bugne... Trovo però necessario che sia fatto dipingere il tavolato di muro colla stessa tinta che verrà impiegata nell’intelaiatura delle porte, onde diminuire almeno l’effetto della differenza.
La lunghezza dell’atrio comprende tutta la larghezza del corpo di mezzo e la sua altezza è tutta quella assegnata al basamento della fabbrica. I luoghi laterali però lasciano parte di tale altezza alla distribuzione dei piccoli mezzani, che devono servire all’alloggio del Caffettiere. La Scala che dall’atrio comunica alla Sala del Ridotto è di comoda praticabilità e lodevolmente eseguita. L’interno del teatro è diviso in due parti, nella parte designata agli spettatori, che propriamente dicesi Teatro, e nell’altra deve si eseguono le rappresentazioni, ossia il palcoscenico.
E’ lodevole l’esecuzione della volta nella quale si sono impegnati gli abili muratori. Essa forma un leggendario ornamento al Teatro, e principalmente colla giudiziosa distribuzione degli ornati e colla armonia delle tinte studiate dal Pittore. La suddivisione dei palchi è determinata dalle stesse colonne che formano l’intelaiatura principale e da una parete d’assi fra un palco e l’altro. Le cornici che coronano i parapetti dei palchi non si sono fatte molto sporgenti allo scopo di occupare il meno possibile il raggio visuale Le banchine, che servono da appoggio sul parapetto dei palchi sono interamente ritagliate per offrire così maggiore comodità d’appoggio per gli spettatori.
La seconda parte del teatro è costituita dal palcoscenico fornito dalle scalanature regolatrici delle quinte e con regolare pendenza verso la bocca d’opera. In questo palco sono distribuiti nel luoghi designati dall’Autore del progetto tre camerini per servizio degli attori. Vi ha anche il camerino per il deposito degli oggetti, che servono alla illuminazione degli scenari, e delle quinte. I sotterranei si estendono a tutto il fabbricato ed hanno fra loro immediata comunicazione.
La parte dei sotterranei, che resta inferiore al corpo dei locali ad uso di abitazione, sono coperti a volta ai sotterranei poi inferiori alla platea e palcoscenico servono per soffitto i già definiti pavimenti. Inferiormente al sito destinato alla distribuzione dei biglietti e alla residenza del Commissario della Polizia venne costruita una ghiacciaia, la quale non era prescritta in perizia”.
Nel luglio dello stesso anno, precisamente il 22, la Società del Teatro Sociale presentò un manifesto nel quale venivano definiti i termini di un’asta per affittare i locali che facevano parte dell’edificio: “La Società del nuovo Teatro eretto in Sondrio vuole affittare per un seiennio il Caffè col servizio e corredo dei seguenti locali: Stanza con dipinto moderno ad uso di bottega da Caffè a pianterreno, con due accessi, uno sulla piazza, l’altro all’atrio grande pure a pianterreno del Teatro stesso; Stanzino dietro a questa con fornelli e forno ad uso pasticcieria; Tre stanze per abitazione nei mezzani; Cantina sotto il Caffè della capacità e dimensione del Caffè medesimo; Altra cantina grande sotto l’atrio della capacità circa 12 botti di vino; Ghiacciaia; Atrio grande a pianterreno con due stufe, attiguo ed in comunicazione col Caffè; Due pezzi di fonti ivi attigui, ora a prato, ma riducibili a ortaglia e per altri usi, uno resta a mattina e l’altro a sera del Teatro medesimo; Due palchi nel Teatro al secondo ordine”.


Venduti tutti i locali descritti nel manifesto nell’agosto dello stesso anno della pubblicazione, la Commissione del Teatro mandò ai soci una circolare relativa ai lavori ornamentali in cui si chiedeva di versare una somma come contributo per l’impresa che si occupava della decorazione. Il teatro iniziava a prendere vita, la costruzione era quasi al termine e nell’aria si avvertiva entusiasmo da parte di tutta la città.
Il Teatro Sociale di Sondrio venne inaugurato nel 1824, in occasione del Carnevale, da quel momento in poi sarà il centro culturale e sociale del capoluogo valtellinese. Il teatro di Sondrio ebbe successo fin dagli inizi del 1800, vi si tennero concerti dati da artisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e importanti rappresentazioni teatrali, come la “Norma” di Bellini, la “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini. Per il centenario del Teatro furono messe in scena la “Boheme” di Puccini e “Un ballo in maschera” Verdi.

© CRISTINA CORVI
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